Netflix e Warner Bros, nel matrimonio (all'apparenza perfetto) si è infilato Paramount: tutta la storia

L'accordo tra Netflix e Warner Bros. Discovevery sembrava chiuso, ma Paramount è entrato a gamba tesa con un'offerta da capogiro: la situazione

Roberto Ciucci

Roberto Ciucci

Giornalista

Appassionato di sport, avido consumatore di manga e film, cultore di tutto ciò che è stato girato da Quentin Tarantino e musicista nel tempo libero.

Netflix e Warner Bros: nel matrimonio (all'apparenza perfetto) si è infilato Paramount: cosa sta succedendo?
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Sembrava un connubio ormai saldo, un’unione destinata solo ad essere formalizzata, quella che avrebbe portato all’acquisto di Warner Bros (e di tutti i suoi asset) da parte di Netflix, e invece si è intromesso (di nuovo) Paramount. Lo scorso dicembre la grande "N rossa" annunciava con toni trionfalistici l’acquisizione di Warner Bros. Discovery per una cifra vicina agli 83 miliardi di dollari. E invece il colosso dello streaming potrebbe aver cantato vittoria troppo presto. Il 17 febbraio, infatti, sembra che Warner abbia riaperto le trattative con Paramount-Skydance, colosso guidato da David Ellison e molto vicino alla Casa Bianca. Tutto questo in procinto di concludere un accordo (in teoria già firmato e quindi vincolante) con Netflix. Il colosso dello streaming, dal canto suo, ha concesso una deroga speciale a Warner della durata di 7 giorni (quindi fino al 23 febbraio) per valutare l’offerta. Cosa sta realmente succedendo, quindi, tra Netflix, Warner Bros. e Paramount? Scopriamolo assieme

Netflix e Warner Bros.: sembrava fatta, poi è arrivato Paramount, cosa sta succedendo

Cambia tutto? L’accordo tra Netflix e Warner Bros. Discovery, che sembrava ormai scolpito nella pietra, potrebbe saltare in favore di un inserimento last minute di Paramount? Al momento navighiamo nel vasto e insondabile mare delle ipotesi. Ciò che è certo è che dai piani alti di Warner spingono per l’accordo con Netflix, del valore di ben 82,7 miliardi di dollari, ma ciò vorrebbe dire scorporare gli studios. Il colosso dello streaming è infatti interessato solo al profilo della tv via cavo (film e serie tv), mentre il ventaglio di Warner copre anche i videogiochi, che però non fanno parte del business di Netflix.

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A rendere ancora più "piccante" la situazione, c’è il fatto che il principio di accordo tra W e N ha fatto drizzare le antenne dell’Antitrust, che secondo diversi analisti sarebbe invece più morbida con Paramount, soprattutto in virtù della sua vicinanza a Donald Trump. Per cercare di chiudere l’affare, l’azienda di Ellison ha migliorato la sua offerta, portando il valore attribuito alle azioni di Warner a circa 31 dollari ciascuna.

Chi compra Warner? Netflix o Paramount?

Una domanda a cui è difficilissimo rispondere perchè le cose, come abbiamo potuto appurare nelle ultime ore, possono cambiare in maniera repentina anche quando ormai tutto sembra deciso. Sulla carta, la proposta più favorevole sembra comunque quella di Netflix, che punta agli studi cinematografici e a HBO Max. L’offerta, del valore di 27,75 dollari per azione, è stata progettata per separare gli asset più redditizi da quelli in declino (la TV via cavo), che rimarrebbero un’entità autonoma chiamata Discovery Global. per stessa ammissione del Cda di Warner, si tratta della proposta che garantisce la maggiore sicurezza di chiusura dell’accordo e, soprattutto, la migliore possibilità di aumento di valore nel futuro. Per il 20 marzo è stato programmato un voto degli azionisti per finalizzare la fusione. La sicurezza nutrita da Netflix è tale da portare dichiarazioni abbastanza tracotanti, tra cui quella che definisce l’operazione di Paramount una "buffonata" atta solo a distrarre gli azionisti.

Paramount sta invece operando una tattica di acquisizione ostile, puntando a convincere gli azionisti ad andare direttamente contro alla decisione del Cda. Per farlo, Paramount-Skydance ha messo sul piatto un’offerta da far tremare le ginocchia a chiunque: più di 108 miliardi di euro. Una cifra, per capirci, sufficiente ad appianare in toto i debiti dell’azienda. A differenza della proposta di Netflix, poi, la visione di Paramount prevede il mantenimento delle reti via cavo come CNN e TNT insieme allo streaming e agli studi. Per garanzia di credibilità, l’azienda di Ellison ha reso noto che l’offerta è sostenuta dalla famiglia del CEO e da alcuni fondi sovrani sostenendo che si tratti di una scelta più vantaggiosa degli azionisti perché il suo valore per azione è superiore e perché le azioni verranno liquidate in contanti.

Ma quindi ora che succederà?

Quello di Paramount è un vero e proprio assalto su tutti i fronti. Per convincere gli investitori e mitigare i loro rischi, l’azienda si è detta pronta a pagare ulteriori 25 centesimi per azione se la finalizzazione dell’accordo dovesse andare oltre il 2026, impegnando Paramount per una spesa aggiuntiva di 650 milioni di dollari. Ellison stesso ha reso noto che pagherebbe interamente i costi di rottura del contratto con Netflix, che Warner sarebbe obbligata a pagare qualora abbandonasse il processo di fusione in corso e che ammontano a 2,8 miliardi di dollari. Netflix vuole costringere Paramount a scoprire le proprie carte, da qui la settimana di "proroga" per capire se sia tutto vero o solo un bluff.

La battaglia si è spostata anche sulle arene politiche. Da un lato investitori vicini al Partito repubblicano, come Ancora Holdings, si sono opposti pubblicamente all’accordo Netflix, esortando il consiglio a impegnarsi con Paramount per massimizzare il valore per gli azionisti. Dall’altro fonti suggeriscono che il legame della famiglia Ellison con l’amministrazione Trump potrebbe offrire a Paramount un processo di revisione Antitrust più agevole rispetto a quello di Netflix. Ciò che è certo è che in entrambi i casi si arriverà a una situazione mai vista prima. Se l’accordo dovesse concludersi in favore di Netflix, il servizio anti-Hollywood per eccellenza entrerà a pieno titolo nel sistema degli studios ed entrerà in possesso dei diritti su franchise come Harry Potter, Game of Thrones e l’Universo Cinematografico DC. Se invece a primeggiare dovesse essere Paramount, creerà un massiccio conglomerato media tradizionale che tenterà di sopravvivere alla cavalcata dello streaming attraverso le sue enormi dimensioni.


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