Festa della Donna al cinema con Paola Cortellesi: tre film per raccontare le donne da vedere assolutamente

UCI Cinemas dedica una speciale rassegna al cinema al femminile in occasione dell'8 marzo

Rosanna Ilaria Donato

Rosanna Ilaria Donato

Web Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, mi dedico al mondo dell’intrattenimento da 10 anni. Ho lavorato come web content editor freelance per diverse testate.

In occasione dell’International Women’s Day, UCI Cinemas dedica l’8 marzo a una rassegna speciale con tre titoli che, pur diversissimi per tono e ambientazione, mettono al centro figure femminili forti e complesse: Barbie di Greta Gerwig (e con protagonista Margot Robbie), C’è ancora domani di Paola Cortellesi e Anna di Monica Guerritore. Tre opere firmate da registe che hanno portato sullo schermo uno sguardo personale e riconoscibile, attraversando generi differenti – dalla commedia satirica al dramma storico fino al biopic – per raccontare identità, libertà e autodeterminazione. Per tutti i film è prevista una tariffa speciale di 5,90 euro in tutte le sale del circuito.

Barbie: identità e libertà

Diretto da Greta Gerwig, Barbie segue il percorso della celebre bambola che vive in un mondo apparentemente perfetto, Barbie Land, dove ogni giornata è scandita da entusiasmo, colori e certezze assolute. Quando però iniziano ad affiorare domande scomode e pensieri inattesi sulla propria esistenza, Barbie decide di attraversare il confine e confrontarsi con il mondo reale. Il viaggio diventa un confronto con stereotipi, aspettative e contraddizioni, ma anche un’occasione per ridefinire la propria identità al di là dei ruoli prestabiliti. Il film alterna ironia e riflessione, trasformando un’icona pop in un racconto sulla costruzione del sé e sul significato di essere donna oggi.

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C’è ancora domani: il coraggio di cambiare

Con C’è ancora domani, Paola Cortellesi firma il suo fulminante esordio alla regia e porta in scena la storia di Delia, moglie e madre nella Roma del dopoguerra. Intrappolata in un matrimonio segnato da violenza e sottomissione, Delia vive in un contesto in cui i ruoli femminili sembrano immutabili. L’arrivo di una lettera misteriosa incrina però quell’equilibrio forzato e apre uno spiraglio verso un futuro diverso. Tra bianco e nero e dialoghi che mescolano dramma e ironia, il film racconta la presa di coscienza di una donna che trova il coraggio di immaginare un destino alternativo per sé e per la figlia, in un’Italia che sta cambiando.

Anna: il volto dietro il mito

Anna segna l’importante esordio alla regia di Monica Guerritore, che scrive, dirige e interpreta la parte di Anna Magnani. Il film si concentra su una notte cruciale, quella del 21 marzo 1956, quando l’attrice attende l’esito degli Oscar per La rosa tatuata. Mentre il mondo è pronto a celebrarla come la prima italiana premiata con l’Oscar, Anna vive una frattura privata legata alla fine del rapporto con Roberto Rossellini. Il racconto si muove tra memoria, fragilità e orgoglio, restituendo il ritratto di un’artista che ha segnato il cinema italiano e internazionale, ma anche di una donna costretta a reinventarsi quando sembra aver raggiunto tutto.

Tre percorsi, un unico filo

Dalla satira contemporanea di Barbie al riscatto storico di C’è ancora domani fino al ritratto intimo di Anna Magnani, la rassegna dell’8 marzo costruisce un excursus su tre storie femminili lontane per epoca e linguaggio, ma unite dalla stessa tensione verso l’autenticità. Un’occasione per celebrare al cinema, con uno sguardo d’autore, la pluralità delle esperienze e delle voci delle donne.

Articolo di Marco Lucio Papaleo


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