4 Hotel, salta la puntata su Bergamo: il post (choc) che ha messo nei guai Bruno Barbieri

Uno degli episodi della nuova stagione dello show, già mandato in onda in precedenza, è stato cancellato dalla piattaforma di Sky. Al centro un contenzioso legale.

Tommaso Pietrangelo

Tommaso Pietrangelo

Giornalista

Autore, giornalista, cantautore. Laureato in Letterature Straniere, è appassionato di cinema, poesia e Shakespeare. Scrive canzoni e ama i gatti.

La puntata dell’ultima stagione di 4 Hotel ambientata a Bergamo non c’è più. Era andata regolarmente in onda su Sky, ma non risulta più disponile alla visione. E a quanto pare il motivo sarebbe molto serio. A spingere l’emittente a cancellare l’episodio sarebbe stata la vicenda che ha coinvolto uno degli albergatori, condannato per odio razziale dopo aver scritto un post social contro gli ebrei. L’uomo, che all’epoca si era scusato e poi ha rassegnato le dimissioni come amministratore dell’hotel, era entrato in contenzioso con la società di produzione Banijay per non aver dichiarato il suo profilo penale. Ecco di seguito tutti i dettagli.

4 Hotel, la puntata cancellata e il caso dell’albergatore condannato

La nuova stagione del travel show guidato da Bruno Barbieri, trasmessa su Sky a partire dal 26 ottobre scorso, è stata girata circa un anno fa, compresa una tappa tra la città e la provincia di Bergamo. Un episodio, questo, che è stato poi trasmesso a tempo debito, ma oggi risulta introvabile all’interno della piattaforma. La rimozione sarebbe avvenuta in maniera discreta ma netta, in seguito alle controversie legate a uno degli albergatori coinvolti nell’episodio, Paolo Maddaloni.

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Nella sfida bergamasca si erano confrontate quattro strutture: La Ripa Boutique Hotel di Albino, Palazzo Santo Spirito in via Tasso, il Bes Hotel Terme di Palazzago e Le Funi in Città Alta. Proprio quest’ultimo albergo è finito al centro della bufera, perché all’epoca delle riprese il titolare era proprio quel Maddaloni finito nei pasticci per un commento social inopportuno. Nell’aprile del 2024, scrivendo sotto un post su Instagram de Il Giornale, l’albergatore aveva affermato: "Io ho un albergo e nel mio piccolo ho bandito gli ebrei". Una frase rimossa in seguito ma segnalata dall’Associazione Italia Israele di Bergamo, che aveva presentato querela. Il procedimento penale che ne è seguito si è poi chiuso con una condanna pecuniaria di 3.840 euro per odio razziale a carico dell’imprenditore.

Il contenzioso con Banijay

La vicenda si è poi intrecciata con il programma di Bruno Barbieri quando Maddaloni ha firmato il contratto con Banijay, casa di produzione di 4 Hotel. Nell’autodichiarazione dell’11 novembre 2024, l’albergatore avrebbe attestato di non avere condanne o procedimenti penali a suo carico. Quando in realtà il Tribunale di Bergamo aveva già emesso, il 26 agosto 2024, un decreto penale di condanna, notificato però solo il 29 giugno 2025, quasi dieci mesi dopo.

Da qui la linea difensiva del legale di Maddaloni, che aveva dichiarato: "Pertanto non ne era a conoscenza, anche perché il decreto di condanna è stato emesso dal gip su richiesta del pubblico ministero sulla base di prove raccolte in fase di indagini preliminari e senza celebrare alcun processo, quindi senza la presenza o contraddittorio con l’imputato".

La produzione del programma, però, con una raccomandata datata 27 ottobre 2025, ha sottolineato come Maddaloni sapesse della sentenza, e avesse quindi adottato un comportamento "lesivo dell’immagine e dei valori morali e materiali della produzione". Versione a cui l’avvocato dell’uomo ha ribattuto così: "oltre ad essersi scusato pubblicamente per l’episodio, rimasto comunque isolato, non ha alcun precedente penale e, in ogni caso, ha prontamente rassegnato le proprie dimissioni da amministratore dell’hotel Le Funi e ha pagato la sanzione irrogata dal tribunale di Bergamo con decreto penale di condanna".

Ma è possibile che il vero colpo di grazia alla puntata di 4 Hotel sia arrivato ancora dopo, quando l’Associazione Italia Israele di Bergamo ha commentato la messa in onda definendo "inaccettabile che una persona condannata per reati di odio razziale possa essere protagonista di un programma televisivo".


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